Daniela Bonetti

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Corsi di sviluppo personale si, ma che scemata è camminare sui carboni ardenti?
Daniela Bonetti
09/11/2015

Ormai il mondo della formazione è invaso da coaches, in questo c’è sicuramente l’aspetto positivo, la gente si è svegliata ed ha capito che formarsi è importante, aumentano le richieste, aumentano i “professionisti” e le vendite.

La domanda è ma questi coaches quanto sono preparati? Che preparazione o specializzazione hanno?

Hanno fatto psicologia?

Hanno fatto un corso con un trainers internazionali?

Hanno letto qualche libro?

Hanno frequentato la scuola per coaches, che in Italia non ha nessun riconoscimento ufficiale, almeno non come l’università, oltre al fatto che come l’università esci che sai tante cose ma quante di queste sei in grado di metterle in pratica o ti servono nella pratica?

Come si fa ad affidarsi alla persona giusta? Che cosa conta di più?

Siamo nelle mani della sorte. Eppure ci deve essere qualcosa che ci aiuti a decidere.

Se vai su internet hai l’imbarazzo della scelta, adesso su facebook tutti hanno qualcosa da insegnare. Io penso che qualcuno di loro, non ha mai messo in pratica quello che dice, è solo bravo a spiegartelo perché ha imparato a fare i video, altri sono veri professionisti. 

Dopo 13 anni di questo lavoro, ne ho viste abbastanza per riconoscere, nel mio settore,  una persona seria da un ciarlatano. Possiamo essere tutti bravi a studiare una parte per girare un video, ma sono poi i risultati quelli che contano.

Coach, che stai dall’altra parte, quali sono i risultati della tua vita? Stai sistemando tutti i tuoi casini con le cose che dici agli altri? Quello che dici lo metti in pratica in prima persona? Hai una squadra di persone che ti segue? quanti clienti hai? Quanti collaboratori hai?

Lo so, ti sto facendo venire un sacco di dubbi, ma il punto è che se non impari a fare queste domande o a capire come stanno le cose, quante probabilità hai di farti aiutare da uno/a che non sa aiutare neanche se stesso/a?

Nella mia struttura, continuamente, ci sono persone che chiedono di collaborare, se ci sono i presupposti minimi, li formiamo e li mettiamo in condizioni di imparare una professione, ma se le cose che imparano prima di tutto non le mettono in pratica nella loro vita, non riusciranno mai ad aiutare altri. Infatti, i miei collaboratori, che per primo non applicano su di se, durano poco. I clienti non li seguono, non hanno leadership e si vede lontano un chilometro che mancano di risultati personali.  Sapete cosa fanno alcuni di questi e per fortuna sono pochi, smettono di collaborare con noi e vanno a fare i coach per conto proprio. Pensate  funzionerà?

Velo dico io, neanche un po’.

Sono molto felice che il mondo della formazione si stia espandendo così tanto, la gente si avvicina più facilmente a tutto questo, forse qualcuno si brucerà sulla sua pelle, ma poi imparerà a capire chi scegliere per migliorare la qualità della sua vita.

Io mi sento di dirti che per scegliere bene i propri formatori, bisogna riconoscere queste cose:

 

1)  Credibilità, devi trovare un professionista di risultati, in primis deve dimostrare i suoi.

2)     Praticità e semplicità, deve farti fare delle cose semplici, e devi vedere risultati veloci.

3)   Modalità comunicative, devi sentirlo empatico, in rapporto con te, nello stesso tempo non necessariamente simpatico, il coach preferisce non ricevere approvazione personale ma far ottenere risultati alle persone. Se trovi qualcuno che ha bisogno del tuo consenso, stacci alla larga.

4)   Deve avere e trasferire sicurezza personale, deve correrdei rischi con coraggio, perché ha la sicurezza personale e professionale e sa quello che sta facendo.

Credete che sia facile tutto questo, solo gli anni e l’esperienza ti danno tutto questo bagaglio. Perciò, diffida dagli inesperti a meno che dietro di loro non ci sia una struttura solida e altre persone con esperienza. Quando ho iniziato io, potevano esistere i pivelli, perché,  c’era pochissimo nel mondo dello sviluppo personale,  ed era nuovo per tutti, inoltre il mercato era ridottissimo. Oggi ci sono professionisti del settore, che negli anni si sono formati, per arrivare ai risultati di oggi.  Il mercato è molto più ampio e fa gola a tanta gente che, con superficialità, si avvicina a quest’attività, pensando sia facile. State all’occhio.

 Il mondo dello sviluppo personale,  è composto da tanta varietà, discipline, filosofie, tecniche,

la scelta dello stile di solito si fa secondo quello che rientra di più nelle proprie corde. A volte quello che ci serve di più, è lontano dalla nostra zona di comfort, quasi sicuramente opposto a quello che vorremmo fare.

Qualche anno fa ho sperimentato cose un po’ più spirituali, più HOM per così dire, molto fuori dalla mia modalità pratica. Di fatto è stata una bella esperienza che mi ha permesso di conoscere un lato di me che non conoscevo, mi ha aiutato a sentire cose che prima solo vedevo. Insomma, mi è servito ad allargare le mie vedute, e avvicinarmi molto di più anche a persone che tendono a essere più attratte da quella tipologia di formazione.

Per esempio, per molti la camminata è una scemenza, si son d’accordo, fine a se stessa farebbe sentire scema anche me. Peccato che chi lo dice non l’ha mai sperimentata. E’ una metafora che ti aiuta a capire il potenziale mentale, per farla ci vuole preparazione e qualcuno che sappia fare quella preparazione, è un modo per superare una sfida mentale.

L’unica che noi facciamo, è in un corso che si chiama Emotional Fitness, l’obiettivo di questo corso è imparare strategie per gestire le nostre emozioni, conoscere le nostre leve motivazionali, ecc….qui la camminata è la ciliegina sulla torta, troppo facile spiegare e sapere teoricamente come si gestiscono le emozioni, oltre a tante cose pratiche che facciamo, ci mettiamo alla prova, dimostriamo che queste tecniche funzionano realmente, sperimentando il tutto in una condizione piuttosto elevata di paura e tensione. La camminata è una bella prova, 6 metri di carboni ardenti a 800 gradi per superare le tue paure con quello che ti abbiamo insegnato.

La domanda è scontata: E se mi brucio? È un problema tuo hai firmato la liberatoria! Scherzoooooooo!!!

Può capitare ma è molto raro, di solito capita a qualcuno di quelli che la fanno per la seconda volta e la prendono un po’ alla leggera, perché hanno visto che alla prima non hanno sentito niente. Nella maggioranza dei casi la fanno tutti e non si brucia nessuno.

In conclusione camminata o meno, scegliete bene i vostri formatori, trainer, coaches, i loro risultati sono quello che conta, la pratica che v’insegnano fa la differenza per i vostri risultati. Non dimenticatelo.

Se sei tra quelli che ritiene che la camminata è una scemenza, questa è una buona occasione per scoprire se avete ragione….

A Roma il 27-28-29 Novembre Emotional Fitness. Per info scrivimi! 

 DB

 


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